Locanda Severino
Largo Re Galantuomo, 11
84030 Caggiano
Salerno
telefono +39 0975 393905
fax +39 0975 204352
cellulare +39 333 2383038
info@locandaseverino.it

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La locanda della felicità
di Francesco e Silvia Vigilante
I partecipanti alla nostra escursione del 12 giugno (''Il bello, il buono, l'arcano: viaggio ai
confini della Campania'') hanno vissuto una giornata di intense emozioni, coronata dal sontuoso
pranzo a Caggiano, incantevole paese medioevale che dall'alto dei suoi 800 metri domina il Vallo di Diano
e alcune valli della Lucania, a cui appartiene culturalmente, sebbene si trovi in provincia di Salerno.
E proprio a Caggiano, grazie ad un "provvidenziale" mal di denti, è nato uno straordinario connubio di ospitalità,
benessere e gusto, non solo in senso enogastronomico. Infatti, l'incontro tra Franco Pucciarelli, medico dentista del luogo, e un suo
paziente, il giovane e talentuoso chef Vitantonio Lombardo del confinante paese di Savoia di Lucania, ha fatto
sì che la locanda di ''charme'' che Franco stava mettendo su con sua moglie Milena Cafaro si dotasse di una superba
cucina.
Il palazzo di famiglia, restaurato finemente, offre ospitalità nelle sue nove camere,
l'una diversa dall'altra. Sono per lo più arredate con mobili antichi, frutto dell'abilità artigianale dell'antenato di Milena, Severino, provetto
maestro d'ascia: il posto giusto per chi vuol godere di un soggiorno piacevole e distensivo.
Per ora amici e soci di Napolinternos
hanno potuto apprezzare un gustoso e variegato menù.
Un delicatissimo cannolo di pane
con spuma di mozzarella di bufala su frappé di pomodoro ed olio ai semi di basilico ha aperto le danze,
assieme al quadro di salumi nostrani con piccole gemme di sott'oli.
Stuzzicati dall'ampia selezione di
pani della casa (originalissimi quelli alla pancetta, alla cicoria e al carbone vegetale) e dagli assaggi di
diversi tipi di oli (fantastici quello denocciolato e quello al limone), abbiamo accolto con il dovuto entusiasmo
il primo piatto: paccheri di Caggiano con carciofi bianchi del Basso Tanagro, salsiccia e maggiorana,
perfettamente all'altezza delle aspettative.
Per la gioia degli occhi,
oltre che del palato, è stata poi servita una tenerissima tagliata di vitello con patate di montagna cotte in
sale e rosmarino e riduzione di aglianico, guarnita con fiorellini viola.
Nonostante a questo punto il buon
senso suggerisse a molti di interrompere qui la luculliana avventura, sparsasi la voce dell'armonia di sapori
dei dessert (panna cotta alla grappa con salsa di fragole e cioccolato Manjari e crème blulèe con pasterelle e
gelatina di Moscato di Venosa), la tentazione di assaggiare tutto ha ripreso il sopravvento. Intanto parecchi
curiosavano nella barchetta di frutta essiccata e nei liquori.
Il pasto si è sposato perfettamente
con il Caggiano 2008 della casa; dalle Cantine di Venosa abbiamo potuto poi gustare spumante Brut e Moscato.
Vito, con arte e passione, ha saputo coniugare la fedeltà alle tradizioni del territorio con l'estro creativo
del grande maestro. Il risultato è una cucina elegante, gustosa, leggera, con piatti ben presentati e ben
serviti da giovani promesse della scuola alberghiera e sapientemente illustrati dall'inappuntabile maitre e
sommelier Giuseppe Lupo (giovane assessore del comune di Pertosa).
A coloro che desiderino assaporare,
almeno con la fantasia, le pietanze proposte, consigliamo di leggere le argute e brillanti note di Antonio -
Groucho Fiore, famoso critico ''maccheronico'', riportate sul sito www.locandaseverino.it e più volte nelle pagine del
Corriere della Sera / Corriere del Mezzogiorno. Ma, naturalmente, neanche il migliore critico enogastronomico
può dare al palato i momenti di felicità che assicura la degustazione diretta di quanto descritto.
Recatevi dunque a Caggiano!
Una considerazione finale non può
mancare da parte di chi ha a cuore la valorizzazione della nostra cultura, nonché lo sviluppo del nostro territorio
nel rispetto delle tradizioni e dell'ambiente: nuclei di eccellenza, come quello che hanno saputo creare Franco,
Milena, Vito e i loro collaboratori, possono costituire un formidabile "attrattore" di risorse, tale da essere un
polo di sviluppo del territorio circostante non effimero, perché centrato sulla qualità.
In altre parole lo riteniamo un esempio da seguire e di cui essere grati e ci auguriamo che le autorità
lo supportino con opportune iniziative.